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sabato 2 aprile 2011

UN'ITALIA DIVISA SAREBBE PIU' FORTE?

Ho sbagliato la visione fin dall'inizio, possibile? Il Web offre oppportunità inenarrabili di scoperte curiose, per questo mi ci addentro volentieri ogni volta che posso. Tutto avrei pensato di poter trovare oggi, tranne una notizia come questa http://rifondazioneborbonica.splinder.com/post/24304267/17-marzo-2011-150-anni-di-lutto-per-il-sud
Si tratta di un post che fa riferimento alle celebrazioni per i 150 anni di Unità d'Italia e proclama, proprio per questo, il lutto del Sud. Ma come? Il Sud? Ma non erano i leghisti gli unici provocatori della secessione? Non erano i "fazzoletti verdi" i razzisti d'Italia? Eppure il quadro generale farebbe auspicare a una rinnovata solidarietà tra Regioni. Insomma, sotto Roma la situazione è complicata. Emigrati, sia clandestini che profughi, si stanno riversando a migliaia dal Nord Africa a Lampedusa. Da lì pulmann e treni li stanno smistando tra Sicilia e Puglia. Poi vengono abbandonati e loro, incontrollati, scappano. Una prassi, ormai, che porterà sempre più bocche da sfamare a bussare alle porte dei nostri centri di aiuto e assistenza. Certo perché, anche se molti vorrebbero abbandonare l'Italia, i confini degli altri Stati sono ben più serrati dei nostri. Così restano qui. A questo evidente aumento di popolazione, due giorni fa si sono uniti i dati allarmanti sui livelli di disoccupazione. Proprio in Meridione una donna su due non ha un'occupazione. Immigrazione in aumento e lavoro in caduta libera, quindi, due elementi che denotano la nostra estrema difficoltà, sia economica che sociale. E proprio nei momenti di necessità sarebbe giusto aiutarci e non combatterci. A rigor di logica, una logica tutta consumistica ed egoistica, chi è più ricco e forte potrebbe essere più compreso nell'opporsi al condividere con il povero. Ma perché, seppur in difficoltà, il Sud di cui parla il post che ho trovato vuole ugualmente staccarsi dal Nord. In che senso parla di invasione e di oppressione? Il nostro territorio diviso potrebbe realmente aiutare lo sviluppo di due parti che, insieme, - stando alle continue polemiche e reciproche accuse - non fanno altro che nuocersi?

giovedì 17 marzo 2011

IL CAFFE' NON E' VOSTRO

Se ci mettiamo anche a stabilire le competenze geografiche culinarie siamo messi male. Non si può andare a un pranzo celebrativo dell'Unità d'Italia e sentire: "il caffè è del Sud". Cosa? Quel "è-del-Sud" non mi piace affatto! Ma come, siamo qui per festeggiare il tricolore e tu ti metti a puntualizzare? E no! Il caffé è di tutti. Io dico, è ovvio che ci siano delle regioni dove alcuni cibi sono considerati "specialità". Ed è altrettanto ovvio che la pizza sia ottima a Napoli, le migliori cime di rapa si mangino con le orecchiette in Puglia e che i canederli più buoni si gustino in Trentino. Ma che bisogno c'è di appropriarsi del caffè? Che bisogno c'è di delineare il confine? Se proprio vogliamo aprire il dibattito, il caffè ha orgini africane e il suo nome deriva dall'arabo. http://it.wikipedia.org/wiki/Caff%C3%A8
Quindi non è nè competenza del Nord nè del Sud. Perché si sente la necessità di appropriarsi delle cose? Perché non riusciamo a condividere? Oggi io ho visto poche bandiere in città, meno del 9 luglio 2006. Possibile che sia solo il calcio a farci sentire Italiani? O c'è qualcos'altro che ci unisce?